Mappe e GIS

Catasto open data: WMS, WFS e download della cartografia catastale

La cartografia catastale può essere consultata e utilizzata attraverso servizi geografici come WMS e WFS e mediante download massivo. Vediamo che cosa cambia tra visualizzare una mappa e lavorare direttamente con le geometrie catastali.

Catasto open data: WMS, WFS e download della cartografia catastale

Quando si parla di catasto open data è facile immaginare un enorme archivio pubblico dal quale scaricare liberamente qualsiasi informazione relativa a terreni, fabbricati e proprietari. In realtà la situazione è più precisa: una parte importante della cartografia catastale è resa disponibile attraverso servizi geografici e modalità di fruizione aperta, ma questo non significa che l'intero patrimonio informativo catastale sia un unico database liberamente accessibile.

La distinzione è fondamentale. Da una parte ci sono le geometrie cartografiche, cioè la rappresentazione geografica di particelle e altri elementi della mappa; dall'altra esistono informazioni e documenti catastali come visure, intestazioni, rendite e ulteriori dati amministrativi, che seguono modalità di accesso differenti.

Per la cartografia, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione diversi strumenti, tra cui servizi WMS, WFS e sistemi di download massivo. Sono tecnologie che permettono di utilizzare la stessa informazione geografica in modi molto diversi: dalla semplice visualizzazione di una mappa fino all'elaborazione delle geometrie all'interno di un GIS.

Capire come funzionano aiuta anche a comprendere cosa accade dietro una moderna mappa catastale online.

Che cosa significa open data applicato alla cartografia catastale

Un dato geografico digitale non è semplicemente un'immagine visualizzata sullo schermo. Dietro una mappa possono esserci geometrie, coordinate, attributi, sistemi di riferimento, servizi web e database spaziali in grado di descrivere e interrogare il territorio.

Nel caso della cartografia catastale, l'apertura dei dati permette di realizzare applicazioni che possono, ad esempio:

  • visualizzare particelle catastali all'interno di un WebGIS;
  • sovrapporre la cartografia catastale ad altre mappe geografiche;
  • interrogare determinate geometrie;
  • collegare una posizione geografica a una particella;
  • effettuare elaborazioni territoriali su grandi quantità di geometrie;
  • integrare la cartografia catastale con altri dataset geografici.

È però importante precisare che open data catastale non significa libero accesso a qualsiasi dato relativo a un immobile.

La cartografia descrive soprattutto la componente geografica del catasto. Se occorre conoscere, ad esempio, gli intestatari catastali, ottenere una visura o acquisire un estratto di mappa in PDF, entrano in gioco servizi e documenti differenti. Su CatastoDigitale.it sono disponibili anche specifici servizi catastali online per questo tipo di necessità.

Da una mappa cartacea a un'infrastruttura geografica digitale

Per molto tempo il concetto di mappa catastale è stato associato quasi esclusivamente a un documento da consultare o stampare. Un sistema GIS cambia completamente prospettiva.

Una particella può essere rappresentata digitalmente attraverso una geometria vettoriale: non è quindi soltanto una forma disegnata sullo schermo, ma un oggetto geografico composto da coordinate e inserito in un determinato sistema di riferimento.

Questo consente al software di effettuare operazioni che su una semplice immagine sarebbero impossibili o molto più complesse.

Un sistema può chiedere al database:

  • quale particella si trova in questo punto;
  • quali geometrie sono comprese in una determinata area;
  • dove si trova una particella conoscendo Comune, foglio e numero;
  • qual è il centro geometrico di un poligono;
  • quali particelle sono vicine a una determinata posizione.

È questo passaggio, dalla semplice rappresentazione grafica al dato geografico interrogabile, che rende particolarmente importanti tecnologie come WMS, WFS e database spaziali.

Che cos'è un servizio WMS catastale

WMS significa Web Map Service. È uno standard utilizzato per distribuire mappe attraverso il web.

Il principio è relativamente semplice: un'applicazione cartografica richiede al server di rappresentare una determinata area geografica, specificando parametri come estensione territoriale, dimensioni, sistema di riferimento e livelli desiderati. Il server genera la rappresentazione cartografica e la restituisce al client.

In termini pratici, il WMS è particolarmente adatto quando l'obiettivo principale è visualizzare la cartografia.

Un WebGIS può quindi utilizzare un livello WMS catastale insieme ad altre fonti, ad esempio:

  • una carta stradale;
  • una base topografica;
  • immagini aeree o satellitari;
  • confini amministrativi;
  • altri tematismi territoriali.

Il risultato è una mappa composta da più livelli sovrapposti.

È lo stesso principio che rende possibile confrontare le geometrie catastali con il territorio visibile. Su CatastoDigitale.it puoi provarlo direttamente con la mappa catastale satellitare.

WMS non significa scaricare le particelle

Qui nasce una delle confusioni più frequenti.

Vedere una particella attraverso un servizio WMS non significa necessariamente possedere localmente la sua geometria vettoriale.

Il servizio è pensato innanzitutto per fornire una rappresentazione cartografica. Il client chiede al server di mostrare una determinata porzione di territorio e riceve il risultato necessario alla visualizzazione.

Questo è molto diverso dall'avere nel proprio database il poligono della particella ed essere quindi in grado di effettuare direttamente elaborazioni spaziali sulla sua geometria.

Possiamo sintetizzare così:

Esigenza WMS
Visualizzare la cartografia catastale
Sovrapporla a una mappa di base
Utilizzarla in un software GIS compatibile
Disporre necessariamente del poligono vettoriale nel proprio database No
Effettuare liberamente qualsiasi elaborazione sulla geometria locale Non è questa la funzione principale del servizio

Che cos'è il WFS catastale

WFS significa Web Feature Service.

La differenza rispetto al WMS è sostanziale. Il concetto centrale non è più soltanto la mappa da visualizzare, ma la feature geografica, cioè l'oggetto territoriale rappresentato attraverso una geometria e i dati previsti dal servizio.

Con un servizio di questo tipo il software può lavorare con elementi vettoriali anziché limitarsi a ricevere la rappresentazione grafica della mappa.

Per comprenderlo possiamo utilizzare un esempio semplificato.

Immaginiamo una particella catastale rappresentata da un poligono irregolare. Con un WMS possiamo chiedere al server di mostrarci quella zona. Con una sorgente vettoriale possiamo invece lavorare sulla geometria che rappresenta il poligono, secondo le possibilità e le informazioni messe a disposizione dal servizio.

Questa differenza apre la strada a numerose elaborazioni GIS.

WMS e WFS: qual è la differenza?

La distinzione più semplice da ricordare è questa:

WMS → rappresentazione della mappa.
WFS → accesso alle feature geografiche.

Non significa che uno sia migliore dell'altro. Rispondono a esigenze differenti.

Caratteristica WMS WFS
Obiettivo principale Visualizzare una mappa Fruire di entità geografiche
Tipo di utilizzo Cartografico GIS e dati vettoriali
Geometria utilizzabile dal client Non è il risultato principale Sì, secondo il servizio
Sovrapposizione a mappe di base Molto adatto Possibile attraverso la rappresentazione delle feature
Analisi spaziali Limitate dal tipo di servizio Più adatto

Dedicheremo un approfondimento specifico alla differenza tra WMS e WFS, perché dietro queste due sigle esiste buona parte della logica con cui comunicano i moderni sistemi geografici sul web.

Che cos'è il download massivo della cartografia catastale

Una terza modalità è il download massivo.

In questo caso l'obiettivo non è richiedere una singola rappresentazione cartografica nel momento in cui l'utente sposta la mappa, ma acquisire grandi quantità di dati geografici per utilizzarli localmente.

L'Agenzia delle Entrate rende disponibile un servizio dedicato al download dei dati delle particelle della cartografia catastale per ambiti territoriali previsti dal servizio.

Questa modalità è particolarmente interessante quando occorre costruire un'infrastruttura GIS capace di lavorare autonomamente sulle geometrie.

Un'applicazione può, ad esempio:

  1. acquisire i dati geografici dalla fonte;
  2. interpretarne struttura e sistema di riferimento;
  3. trasformarli quando necessario;
  4. importarli in un database geografico;
  5. creare indici spaziali;
  6. eseguire ricerche e interrogazioni direttamente sul database locale.

È un approccio molto diverso dalla semplice visualizzazione di un livello remoto.

Perché un database GIS cambia quello che si può fare con la cartografia

Quando le geometrie vengono organizzate all'interno di un database spaziale, il sistema non deve più interpretare la mappa come una semplice immagine.

Può ragionare direttamente sugli oggetti geografici.

CatastoDigitale.it utilizza, nelle aree disponibili nel proprio archivio locale, un backend geospaziale basato su PostGIS per alcune funzioni di ricerca e interrogazione delle geometrie. La provenienza dei livelli e il rapporto tra fonti ed elaborazioni sono descritti nella pagina dedicata alle fonti cartografiche e licenze.

Questo permette, per esempio, di realizzare un flusso apparentemente semplice ma tecnicamente molto interessante:

coordinate GPS → punto geografico → interrogazione spaziale → particella catastale.

Una coppia di coordinate identifica un punto. Una particella è invece una geometria areale. Il database può verificare quale poligono contiene quel punto e, quando le informazioni necessarie sono disponibili, collegare la posizione agli identificativi della particella.

Abbiamo spiegato in dettaglio questo procedimento nella guida dedicata a coordinate GPS e particella catastale.

Un esempio pratico: cercare una particella sulla mappa

Supponiamo di conoscere questi dati:

  • Comune;
  • foglio 18;
  • particella 327.

Per un essere umano si tratta di tre identificativi catastali. Per un sistema GIS la ricerca deve invece essere tradotta in una relazione con un oggetto geografico.

Quando la geometria è disponibile nel database, il sistema può individuare il record corrispondente e recuperare il poligono da mostrare sulla mappa.

Il percorso diventa quindi:

Comune + foglio + particella → record geografico → geometria → posizione sulla mappa.

È il percorso inverso rispetto alla ricerca tramite GPS.

Puoi provarlo direttamente attraverso la ricerca sulla mappa catastale.

Perché servono sistemi di coordinate e trasformazioni

Mettere insieme più sorgenti geografiche non significa semplicemente disegnarle una sopra l'altra.

Ogni dataset geografico è collegato a un sistema di riferimento. Se due fonti utilizzano riferimenti differenti, il software deve essere in grado di interpretare e, quando necessario, trasformare correttamente le coordinate.

È uno dei motivi per cui una piattaforma GIS può mostrare nello stesso ambiente:

  • cartografia catastale;
  • coordinate GPS;
  • mappe web;
  • immagini satellitari;
  • altri dataset territoriali.

Il fatto che due livelli siano visualizzati insieme non significa però che abbiano la stessa origine, la stessa precisione o lo stesso metodo di produzione.

Questo aspetto diventa particolarmente evidente quando si confrontano catasto e immagini satellitari. Nell'approfondimento sulla sovrapposizione tra mappa catastale e satellite abbiamo spiegato perché un eventuale scostamento visivo non deve essere interpretato automaticamente come un errore.

Cartografia vettoriale e immagine raster non sono la stessa cosa

Un'altra distinzione utile riguarda vettori e raster.

Un'immagine raster è costituita da pixel. Una geometria vettoriale è invece descritta matematicamente attraverso coordinate.

Nel caso di una particella, il dato vettoriale può essere immaginato come una successione di punti collegati che definiscono il perimetro del poligono.

Questo permette al GIS di riconoscere la particella come oggetto e non semplicemente come un insieme di pixel dello stesso colore.

Grazie alle geometrie vettoriali diventa possibile eseguire operazioni come:

  • selezionare un poligono;
  • calcolare grandezze geometriche;
  • verificare se un punto ricade al suo interno;
  • confrontarlo con altre geometrie;
  • visualizzarlo con stili differenti;
  • ricercarlo attraverso attributi associati.

È importante però non confondere un calcolo effettuato sulla geometria GIS con un dato catastale ufficiale. Anche la superficie calcolata geometricamente può differire da quella riportata nei documenti catastali, come spiegato nell'articolo sulla differenza tra superficie geometrica e superficie catastale.

I dati aperti sostituiscono visure ed estratti di mappa?

I servizi open data e WebGIS non sostituiscono il documento catastale richiesto per specifiche esigenze: quando serve la rappresentazione cartografica della zona puoi richiedere un estratto di mappa catastale.

No.

La disponibilità della cartografia digitale non trasforma una visualizzazione GIS in una visura catastale, in un estratto di mappa ufficiale o in un altro documento catastale.

Ogni strumento risponde a una domanda differente.

Strumento A cosa serve principalmente
Cartografia WebGIS Localizzare e interpretare geograficamente particelle e territorio
WMS Visualizzare livelli cartografici attraverso servizi web
WFS / dati vettoriali Lavorare con feature e geometrie geografiche
Visura catastale Consultare dati catastali descrittivi relativi all'immobile o al soggetto
Estratto di mappa Ottenere il documento cartografico riferito alla zona e al mappale richiesto

Se l'obiettivo è soltanto individuare una particella e comprenderne la posizione, puoi partire dalla cartografia catastale online.

Se invece occorre acquisire documentazione specifica, puoi consultare i servizi catastali e ipotecari disponibili su CatastoDigitale.it, tra cui visure catastali, estratti di mappa, elaborati planimetrici ed elenchi dei subalterni.

Open data e aggiornamento: un dato aperto non è necessariamente un dato semplice

La possibilità di accedere a un dataset non elimina le complessità tecniche legate al suo utilizzo.

Per costruire un servizio GIS affidabile bisogna considerare diversi aspetti:

  • provenienza del dato;
  • licenza;
  • struttura delle informazioni;
  • sistema di riferimento;
  • copertura territoriale;
  • modalità di aggiornamento;
  • trasformazioni effettuate;
  • eventuali differenze tra fonte originaria e dato elaborato;
  • finalità per cui la cartografia può essere correttamente utilizzata.

Per questo è sempre buona pratica mantenere separate tre informazioni:

fonte → dato originario → elaborazione effettuata dal portale.

La trasparenza sulla provenienza è parte integrante della qualità di un servizio geografico.

La licenza della cartografia catastale

I servizi di consultazione e fruizione della cartografia catastale messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate indicano l'utilizzo della licenza Creative Commons Attribution 4.0, CC BY 4.0.

La licenza permette il riutilizzo nel rispetto delle relative condizioni, tra cui l'attribuzione della fonte. Prima di utilizzare o redistribuire un dataset è comunque opportuno verificare sempre le condizioni e i metadati pubblicati insieme allo specifico servizio, perché modalità tecniche, copertura e documentazione possono evolvere nel tempo.

Che ruolo ha un WebGIS catastale?

Un WebGIS cerca di rendere accessibile all'utente finale una struttura tecnologica che, dietro l'interfaccia, può essere molto complessa.

L'utente vede una mappa e fa clic su una particella.

Dietro quella semplice azione possono intervenire:

  1. una mappa di base;
  2. uno o più servizi cartografici;
  3. coordinate geografiche;
  4. trasformazioni tra sistemi di riferimento;
  5. geometrie vettoriali;
  6. un database spaziale;
  7. indici geografici;
  8. query spaziali;
  9. servizi applicativi che collegano il risultato all'interfaccia.

È proprio questa integrazione a permettere di passare dalla cartografia catastale tradizionale a strumenti capaci di effettuare ricerche geografiche in pochi secondi.

Dal dato aperto alla ricerca di una particella

Il valore dei dati geografici aperti emerge soprattutto quando vengono trasformati in strumenti utilizzabili.

Un dataset composto da milioni di geometrie può essere difficile da utilizzare direttamente per chi non lavora quotidianamente con software GIS. Un'applicazione può invece costruire sopra quei dati un'interfaccia che permette di partire da informazioni comprensibili all'utente:

  • un Comune;
  • un numero di foglio;
  • una particella;
  • una coordinata GPS;
  • un punto selezionato sulla mappa.

Il GIS si occupa di trasformare la richiesta in un'interrogazione geografica e restituire un risultato visualizzabile.

Se vuoi comprendere meglio gli identificativi mostrati sulla cartografia, puoi leggere anche come leggere una mappa catastale senza confondere fogli, particelle e fabbricati.

Domande frequenti su catasto open data, WMS e WFS

La cartografia catastale italiana è open data?

La cartografia catastale viene resa disponibile dall'Agenzia delle Entrate attraverso servizi di consultazione e fruizione con condizioni di licenza indicate nelle relative pagine ufficiali. Questo non significa però che tutte le informazioni contenute negli archivi catastali siano automaticamente open data.

Che cos'è il WMS del catasto?

È un servizio cartografico web che permette di visualizzare la cartografia catastale all'interno di applicazioni e software GIS compatibili. È particolarmente utile per rappresentare il livello catastale insieme ad altre mappe.

Che cos'è il WFS catastale?

È un servizio orientato alla fruizione di feature geografiche. A differenza del WMS, che è principalmente finalizzato alla rappresentazione della mappa, il WFS permette di lavorare con informazioni geografiche vettoriali secondo le caratteristiche previste dal servizio.

Qual è la differenza tra WMS e WFS?

In forma semplificata, il WMS è utilizzato principalmente per visualizzare una mappa, mentre il WFS consente di fruire delle entità geografiche che compongono il dato vettoriale.

Posso scaricare la cartografia catastale?

L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche un servizio di download massivo dei dati delle particelle della cartografia catastale secondo gli ambiti territoriali e le modalità previste dal servizio.

Posso aprire i dati catastali in un software GIS?

I servizi geografici standard e i dati vettoriali possono essere utilizzati con software e applicazioni compatibili. Le modalità concrete dipendono dal tipo di servizio, dal formato e dalle specifiche tecniche pubblicate dalla fonte.

La mappa catastale online dimostra la proprietà di un terreno?

No. La cartografia permette di individuare e rappresentare particelle e territorio, ma la semplice visualizzazione di un poligono non costituisce una prova definitiva della proprietà né sostituisce le verifiche documentali e giuridiche appropriate.

Una particella visualizzata sul satellite mostra il confine esatto?

Non necessariamente. Cartografia catastale e immagini satellitari derivano da fonti, epoche, sistemi e processi differenti. La sovrapposizione è molto utile per orientarsi e interpretare il territorio, ma non sostituisce un rilievo o una verifica tecnica dei confini.

WMS e WFS sostituiscono una visura catastale?

No. Sono servizi geografici utilizzati per la cartografia. Una visura catastale è un documento che contiene informazioni catastali descrittive e ha una funzione differente.

Conclusioni

La disponibilità della cartografia catastale come dato geografico digitale ha cambiato profondamente il modo in cui è possibile consultare e utilizzare le mappe del territorio.

Il WMS permette di portare la cartografia all'interno di applicazioni web e software GIS. Il WFS consente di lavorare con le feature geografiche. Il download massivo permette invece di acquisire grandi quantità di dati da organizzare ed elaborare attraverso infrastrutture GIS locali.

Sono tre modalità diverse di utilizzare una stessa risorsa fondamentale: la componente geografica della cartografia catastale.

La vera differenza rispetto a una mappa tradizionale emerge quando le particelle diventano geometrie interrogabili. A quel punto è possibile collegare identificativi catastali, coordinate GPS, mappe di base, immagini satellitari e database spaziali all'interno dello stesso sistema.

È però essenziale mantenere sempre distinta la consultazione cartografica dalla documentazione catastale. Individuare una particella sulla mappa non significa ottenere una visura, conoscere automaticamente gli intestatari o accertare giuridicamente un confine.

Per esplorare direttamente la cartografia puoi utilizzare la mappa catastale di CatastoDigitale.it. Se invece hai bisogno di documenti come visure, estratti di mappa o elaborati planimetrici, consulta i servizi catastali online.

Fonti e approfondimenti

Nota: CatastoDigitale.it è un portale privato e non è il sito istituzionale dell'Agenzia delle Entrate. La consultazione cartografica ha finalità informative e tecniche e non sostituisce visure, estratti di mappa, atti, rilievi o altri documenti ufficiali.

Nota tecnica

Le informazioni hanno finalità divulgative e operative. Per atti, diritti reali, confini da accertare o dati con valore ufficiale è necessario fare riferimento alla documentazione competente e, quando opportuno, a un professionista abilitato.

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